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Un grande disco di marmo con il volto di un uomo barbuto e la bocca aperta, e una mano che si avvicina

pietra parlanteRoma, Santa Maria in Cosmedin · Lazio

La Bocca della Verità

forse il volto del dio Oceano

un po' paurosa

Sotto il portico di una chiesa di Roma c'è un grande disco di marmo con una faccia barbuta e la bocca aperta. La leggenda dice che sia in grado di riconoscere chi dice una bugia e di smascherarlo. Già nel Medioevo una guida per i pellegrini la ricordava come una pietra che sapeva distinguere il vero dal falso. In realtà è una scultura romana antica, forse il volto del dio Oceano, e probabilmente era un semplice tombino. Fu spostata sotto il portico nel 1631.

Lo sai che… è diventata famosa in tutto il mondo grazie al film «Vacanze romane» del 1953, con Audrey Hepburn e Gregory Peck.

La storia

Roma è piena di cose strane, ma ce n'è una che tutti i turisti vogliono toccare, anche se hanno paura. È una faccia di marmo, grande e rotonda, incastrata nel muro del portico di una chiesa, a due passi dal Tevere. Ha la barba, gli occhi vuoti, il naso consumato dagli anni. E ha una bocca spalancata, nera, con dentro il buio.

La chiamano la Bocca della Verità.

Si dice che, se metti la mano nella bocca e dici una bugia, quella si chiude e ti morde.

Nessuno sa chi l'abbia scolpita. Qualcuno dice che sia un dio del mare, perché nei capelli ha due chele di granchio, ormai quasi invisibili. Altri dicono un dio dei fiumi, o un fauno, o un oracolo. Gli studiosi, quando sono sinceri, fanno una faccia strana e dicono che forse, duemila anni fa, era soltanto un tombino: un coperchio per far scendere l'acqua piovana sotto una strada dell'antica Roma. Con la bocca aperta, per bere la pioggia.

Uno scherzo del destino, no? Una faccia fatta per inghiottire l'acqua, e diventata la più grande scocciatrice di bugiardi della città.

Ma la gente, quando vede una bocca scura, comincia a raccontare. E le storie sulla Bocca sono vecchie quasi quanto lei.

Una dice che la costruì un certo Virgilio, un erudito del Medioevo che le leggende fecero diventare mago, per aiutare i mariti sospettosi. Funzionava così: la moglie metteva la mano dentro e giurava di essere stata fedele. Se mentiva, la Bocca la tratteneva.

Un'altra, più cupa, viene da un racconto medievale tedesco del XII secolo: dice che l'imperatore Giuliano, quello che voleva riportare i vecchi dèi pagani, aveva ingannato una donna, e un giorno mise la mano dentro la Bocca e giurò il falso. E una voce, sotto la pietra, lo tenne fermo. Nella storia, quella voce era il diavolo in persona, che si era travestito per promettergli fortuna.

Ma la più divertente di tutte è una leggenda nata in Germania nel Quattrocento, dove la moglie era addirittura un'imperatrice. Poi, con qualche ritocco, la raccontarono anche a Roma, ed ecco come va.

C'era una volta una donna sposata. E c'era un marito che sospettava. E c'era, naturalmente, un amante. Il marito, stanco dei dubbi, decise di portare la moglie davanti alla Bocca, davanti a tutta Roma, per farle giurare che non l'aveva mai tradito.

La donna, la sera prima, andò a trovare l'amante. «Siamo rovinati», gli disse. «Se giuro il falso, la Bocca mi stritola la mano. Se dico la verità, mio marito mi caccia di casa.»

L'amante ci pensò un po'. Poi sorrise, come chi ha un'idea.

Il giorno dopo, la piazza era piena. Il marito camminava con il petto in fuori, la moglie con gli occhi bassi. Si avvicinarono al portico. La folla si aprì per lasciarli passare. Tutti trattenevano il fiato.

E proprio in quel momento, dalla folla, uscì un uomo.

Aveva i vestiti strappati, i capelli in disordine, gli occhi sbarrati. Cantava una canzone senza senso e rideva da solo. Sembrava il pazzo del quartiere, uno di quelli che ogni città ha, e che nessuno guarda più. Si avvicinò alla donna con le braccia aperte e, prima che qualcuno potesse fermarlo, la strinse forte, davanti a tutti, e le piantò un abbraccio da orso.

Poi la lasciò, ridendo, e se ne andò saltellando.

La gente si mise a ridere. Il marito, rosso in viso, la liberò dall'abbraccio e la spinse verso la Bocca.

«Ora giura», le disse.

La donna mise la mano nella bocca di marmo. Respirò. Poi, con voce ferma, davanti a tutti, disse: «Giuro che nessun uomo, a parte mio marito e quel pazzo che mi ha abbracciata poco fa, mi ha mai stretta tra le braccia».

La mano restò dov'era. Nessun morso, nessun lamento. La Bocca, dopotutto, aveva sentito soltanto la verità.

Il marito, di fronte a tutta Roma, non poté dire una parola. Chiese scusa, forse. La donna tolse la mano, sorridendo, e si allontanò a testa alta.

E l'uomo che aveva fatto il pazzo? Non fu mai trovato. O almeno, così racconta la storia. Dicono che la sera, all'osteria, sia stato visto a brindare da solo.

Il nome «Bocca della Verità» comparve per la prima volta nel 1485. E da allora la fama della Bocca non è più calata. A farla conoscere in tutto il mondo ci pensò, molti secoli più tardi, un film del 1953, «Vacanze romane», in cui il giornalista infila la mano nella bocca di marmo e finge di perderla, per spaventare la principessa.

Oggi, davanti alla Bocca, c'è una fila. Gente di ogni Paese aspetta il suo turno per mettere la mano nel buio, sorridere per la foto, e fingere, con una risata nervosa, di non avere niente da nascondere.

La Bocca, dalla sua parete, guarda tutti con quegli occhi vuoti. E forse, sotto il marmo, ride.

Perché ha già sentito tutto.

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Fonti

Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Costruisco siti, app e giochi. L'Atlante l'ho costruito con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno studioso di mitologia: racconto le leggende con rispetto e dico sempre da dove vengono. Se conosci una leggenda del tuo paese, scrivimi.

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