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Un frate anziano in piedi su un mantello marrone che naviga sulle onde, con il bastone come albero e la Sicilia all'orizzonte

tradizionePaola e Catona, sullo Stretto · Calabria

San Francesco di Paola e il mantello

la traversata dello Stretto

per niente paurosa

Francesco era un frate di Paola che voleva attraversare lo Stretto per andare in Sicilia con i suoi compagni. Sulla spiaggia di Catona chiese un passaggio a un barcaiolo, ma quello voleva essere pagato, e Francesco soldi non ne aveva. Allora il frate si inginocchiò a pregare, stese il suo mantello sull'acqua, ci salì sopra con i compagni (uno o due, secondo le versioni) e, usando il bastone come albero e un lembo del mantello come vela, arrivò fino all'altra sponda. Per questo è venerato come patrono della gente di mare.

Lo sai che… Francesco di Paola è il santo patrono della Calabria, e la scena del mantello sullo Stretto è dipinta in tantissime chiese del Sud.

La storia

Nel Sud d'Italia ci sono santi che hanno fatto paura, santi che hanno guarito, santi che hanno parlato agli animali. E poi c'è uno che, secondo la tradizione, ha camminato sul mare.

Si chiama Francesco di Paola.

Nacque il 27 marzo del 1416, in una cittadina della Calabria che porta il suo stesso nome, Paola, sul Tirreno. I genitori erano gente semplice: un uomo che si chiamava Giacomo Martolilla e una donna, Vienna, di Fuscaldo. Ebbe una sorella, Brigida. La famiglia, dicono, veniva da Cosenza e prima ancora da Messina.

Fin da ragazzo, Francesco non volle una vita come gli altri. Cercò la solitudine. Si fece eremita, sulla costa e tra le rocce, e visse come un uomo che ha scelto di avere poco. Ben presto altri uomini furono attirati dalla sua fama e lo raggiunsero: nel 1435 si unirono a lui i primi compagni. Piano piano nacque una comunità. Nel 1452 l'arcivescovo di Cosenza la approvò, e nel 1474 il papa Sisto IV la riconobbe ufficialmente. Il nome definitivo lo scelse più tardi un altro papa: Ordine dei Minimi. Minimi vuol dire i più piccoli, gli ultimi. Era il nome giusto per gente che voleva essere piccola davanti a Dio.

Intorno a lui, nel frattempo, nascevano le storie.

Dicevano che Francesco, con la preghiera, avesse moltiplicato il pane per chi aveva fame, a Galatro, il 1° aprile 1464. Dicevano che, quando era bambino, nel convento di San Marco Argentano, avesse preso dei carboni ardenti tra le mani senza bruciarsi. Dicevano un sacco di cose. Chi studia la sua vita deve stare attento, perché molti di quei racconti si appoggiano su poche fonti. Ma uno è diventato più famoso di tutti gli altri.

Quello del mantello.

La tradizione lo racconta così.

Un giorno, Francesco e uno o due compagni, secondo le versioni, dovevano andare in Sicilia. Per arrivarci bisognava attraversare lo Stretto di Messina, quel braccio di mare stretto e pericoloso, pieno di correnti. A Catona si presentarono a un barcaiolo, un uomo che aveva la sua barca sulla riva. Si chiamava Pietro Coloso.

Francesco gli chiese un passaggio. Il frate non aveva denaro da dargli. La tradizione dice soltanto che il barcaiolo si rifiutò di portare lui e i suoi compagni senza essere pagato.

Francesco non si arrabbiò. Non discusse. Guardò il mare, poi i suoi compagni. E fece quello che sapeva fare.

Si tolse il mantello.

Lo stese sull'acqua. Era un mantello di lana grezza, pesante, consumato. Le onde lo presero, e lo sorressero. Francesco vi salì sopra, e chiamò i compagni a salire con lui.

La tradizione racconta che il mantello si sia comportato come una barca. Dicono, nelle immagini, che il bastone del frate facesse da albero e che un lembo di stoffa si gonfiasse come una vela. Il vento era buono. E il piccolo gruppo attraversò lo Stretto, in piedi su una veste, con il barcaiolo che li guardava dalla riva senza parole.

Arrivarono in Sicilia, a piedi asciutti.

Questa storia è stata dipinta in tantissime chiese del Sud, con un frate e dei compagni sul mantello e la riva lontana. Per questo, nel 1943, il papa Pio XII lo proclamò «Celeste Patrono dei Marittimi d'Italia». Chi va per mare ha trovato in lui un amico. E nel 1962 un altro papa, Giovanni XXIII, lo proclamò Patrono della Calabria.

Ma Francesco, nella sua vita, fece anche altri viaggi. Nel 1482 il re di Francia, Luigi XI, malato, lo fece chiamare. Voleva che il frate lo guarisse. Francesco partì il 2 febbraio 1483, e attraversò mezza Europa fino al castello di Plessis-lez-Tours. Il re, quando lo vide, gli si inginocchiò davanti. Ma il santo non lo guarì.

Francesco restò in Francia per il resto della sua vita. Morì il 2 aprile del 1507, a novantuno anni, in un venerdì santo. Fu dichiarato beato nel 1513 e santo nel 1519.

Se entri in una delle tante chiese del Sud che ricordano la scena, puoi trovare dipinto un frate, in piedi sopra un mantello, che attraversa lo Stretto.

E capisci che la storia, in fondo, parla di una cosa sola: quando non hai niente, può bastare la fiducia.

Parenti nel mondo

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Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Costruisco siti, app e giochi. L'Atlante l'ho costruito con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno studioso di mitologia: racconto le leggende con rispetto e dico sempre da dove vengono. Se conosci una leggenda del tuo paese, scrivimi.

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