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Un gigante sorridente seduto a cavalcioni delle montagne innevate, con il Cervino tra le gambe

giganteBreuil-Cervinia e Courmayeur · Valle d'Aosta

Gargantua delle Alpi

Gargantua, il gigante delle leggende alpine e francesi

per niente paurosa

Gargantua è un gigante enorme e un po' goffo che compare nei racconti di Francia, Svizzera e Valle d'Aosta, molto prima che lo scrittore Rabelais lo rendesse famoso. A Breuil, dove un tempo c'erano solo baite d'alpeggio, si racconta che si innamorò di una ragazza di straordinaria bellezza e la rapì, nascondendola fra le montagne; gli abitanti si unirono per cercarla e lui, arreso, la riportò su una slitta. A Courmayeur il Dente del Gigante, sul Monte Bianco, sarebbe proprio un suo dente. Ogni anno il carnevale di Breuil fa rivivere questa storia.

Lo sai che… a ogni carnevale di Breuil-Cervinia Gargantua e la Dama Bianca scendono in paese con musica e fuochi d'artificio.

La storia

A Breuil, tanto tempo fa, non c'erano alberghi, né funivie, né strade asfaltate. C'erano solo le baite dei pastori, qualche stalla, un mare d'erba e sopra tutto la grande montagna a punta.

E c'era Gargantua.

Era un gigante, e di quelli grossi sul serio. Quando camminava, il suo passo si sentiva fino a valle. Quando starnutiva, i pastori si tenevano il cappello. Conosceva bene quelle valli, perché ci passava spesso, e un giorno di ritorno da Zermatt scese a Breuil.

Fu allora che vide una ragazza.

Era di una bellezza che nessuno, nel villaggio, avrebbe saputo descrivere. Stava fuori da una baita, a sbattere un panno, e non si accorse subito dell'ombra che le cresceva addosso. Quando alzò la testa, il gigante era già lì, grande quanto un campanile, con la faccia rossa e l'aria di chi non sa bene come si faccia a dire certe cose.

Gargantua si innamorò di colpo. Era un gigante, sì, ma di cuore tenero. Solo che i giganti non sono bravi a chiedere permesso. La prese in braccio e se la portò via tra le montagne, a passi lunghi, e la nascose in un posto dove nessuno avrebbe pensato di cercare.

Quando i pastori si accorsero che la ragazza era sparita, nella valle si sentì un solo grido.

Si radunarono tutti, quelli di Breuil e quelli dei villaggi vicini. Si divisero in squadre, accesero fiaccole, gridarono il suo nome in ogni burrone. Nessuno aveva paura del gigante, quel giorno, o meglio: ne avevano, ma andarono ugualmente. Cercarono per giorni, camminando fianco a fianco su ogni sentiero.

E Gargantua, nel suo nascondiglio, sentiva quelle voci. Cominciavano piano, da lontano. Poi diventavano più forti, più vicine. Alla fine erano dappertutto.

Il gigante guardò la ragazza. Lei guardò il gigante.

«Sono in tanti», disse lui.

«Sì», rispose lei.

Gargantua sospirò. Un sospiro così grande da muovere le nuvole. Poi si arrese. Prese una slitta, ci mise sopra la ragazza con cura, come si trasporta una cosa fragile, e la riportò a casa, trascinandola sulla neve.

Quando la gente la vide tornare, scoppiò un gran rumore, un misto di urla, di pianto e di risate. Fu organizzata una festa, e alla festa venne tutta la valle: Gargantua compreso, che per una volta si sedette in un angolo, con i piedi lunghi che sporgevano da sotto il tavolo.

Questa storia non è finita nei libri. È finita nel carnevale. Ogni anno, a Breuil, la Dama Bianca e Gargantua scendono in paese tra la musica e i fuochi d'artificio, e la gente li aspetta nella piazza come se non sapesse già come va a finire.

A Courmayeur, dall'altra parte del Monte Bianco, si racconta un'altra storia di Gargantua. Una storia dell'ultima volta.

Si dice che, prima di morire, il gigante lasciò delle istruzioni precise: come dividere il suo corpo fra le valli che aveva attraversato. Alla Valle d'Aosta toccò un dente. E il dente doveva essere piantato nel ghiaccio del Monte Bianco.

C'era un motivo. Nella valle, a quei tempi, la gente soffriva. Non per il freddo e non per la fame, ma per gli scherzi dei folletti. Piccoli spiriti dispettosi che sparpagliavano gli attrezzi, svuotavano i secchi, intrecciavano le code agli animali. Un dispetto, poi un altro, e un altro ancora, e la gente non ne poteva più.

Un giorno arrivò un uomo che nessuno aveva mai visto. Veniva da molto lontano, dicevano, forse dall'Oriente. Era un mago. E, vedendo la gente stanca, ne ebbe pietà.

Nessuno gli chiese chi fosse. Le porte si aprivano al suo passaggio, i cani non abbaiavano, i bambini lo guardavano da dietro le gonne delle madri. Percorse la valle da un capo all'altro, a passo lento, mormorando parole che nessuno capiva. Non gridava. Non minacciava. Le ripeteva soltanto, e continuava a camminare.

Allora gli spiriti delle valli laterali sentirono. Uscirono dai boschi, dalle gole, dalle fenditure, a nuvole nere, come stormi di corvi. Si unirono ai folletti della pianura. Erano così tanti che il cielo si oscurò, e per un po' fu come una notte in pieno giorno.

Il mago salì, e lo sciame lo seguì. Sotto, nei villaggi, la gente stava ferma sulle porte e non diceva una parola: si sentiva soltanto un fruscio enorme, come di mille ali, che andava verso l'alto. Salì sul Monte Bianco, in mezzo ai ghiacci, dove da tempo era stata preparata una prigione enorme, fatta apposta per loro. Gli spiriti entrarono uno alla volta, spinti da una forza a cui non potevano dire di no. Quando l'ultimo fu dentro, una porta di roccia si richiuse alle sue spalle. Per sempre.

Oggi, dicono, quella prigione è proprio il Dente del Gigante: la torre di roccia che si alza sopra Courmayeur. Gli spiriti sono ancora lì, e non smettono di provarci. Spingono, battono, cercano un varco. Ma l'incantesimo del mago non si è mai spezzato.

Quando c'è vento, forte, sulle creste del Monte Bianco, c'è chi dice di sentirli. Poi si stringe nel cappotto e sorride, per non sembrare troppo serio.

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Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Costruisco siti, app e giochi. L'Atlante l'ho costruito con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno studioso di mitologia: racconto le leggende con rispetto e dico sempre da dove vengono. Se conosci una leggenda del tuo paese, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music