Le Agane
«lis Aganis», in friulano · Val Colvera (Frisanco) e torrente Macilla (Chiusaforte) · Friuli-Venezia Giulia
Le Agane sono donne misteriose dei torrenti e delle grotte del Friuli: il loro nome, secondo alcuni, viene dal latino popolare «aquana», ninfa dell'acqua. Hanno sempre l'aspetto di donne, a volte giovani e bellissime, altre volte anziane, e abitano fonti, ruscelli e fiumi. Si racconta che nelle notti di luna piena indossino abiti bianchi, danzino e stendano le vesti ad asciugare alla luce della luna. Uno dei luoghi legati alle loro apparizioni è il torrente Macilla, vicino a Chiusaforte.
Lo sai che… l'ecomuseo delle Dolomiti Friulane si chiama proprio «Lis Aganis», in onore di queste creature.
Fonti: Regione Friuli Venezia Giulia, Catasto grotte, «Bus de le Anguane»; Il Nordest, «Bosco che vai, folletto che trovi»
I Benandanti
«benandants», quelli che vanno per il bene · Friuli orientale, tra Cividale e Udine · Friuli-Venezia Giulia
Nel Cinquecento e nel Seicento alcuni contadini friulani raccontavano una cosa sorprendente: quattro notti all'anno, mentre il loro corpo dormiva, il loro spirito usciva e andava a combattere contro le streghe. Loro erano armati di rami di finocchio, le streghe di canne di sorgo. Se vincevano i benandanti il raccolto sarebbe stato buono, se vincevano le streghe sarebbe arrivata la fame. Erano quelli «nati con la camicia». Li conosciamo perché l'Inquisizione li interrogò, e i verbali sono arrivati fino a noi.
Lo sai che… lo storico Carlo Ginzburg ha raccontato la loro storia nel libro «I benandanti» (1966), studiato in tutto il mondo.
Fonti: Carlo Ginzburg, «I benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento», Einaudi (1966); Giovanni Pizza, AM, Rivista della Società italiana di antropologia medica (2000)
L'Orcolat
«orcolat», orcaccio in friulano · Carnia e Gemonese · Friuli-Venezia Giulia
In friulano «Orcolat» vuol dire orco, essere mostruoso, e la tradizione popolare lo considera la causa dei terremoti. Secondo alcuni racconti dorme sotto le montagne: finché resta tranquillo va tutto bene, ma quando si gira nel sonno o si arrabbia la terra trema. È il modo in cui i friulani hanno dato un volto al terremoto. Quando il 6 maggio 1976, alle nove di sera, una scossa di magnitudo tra 6,4 e 6,5, durata quasi un minuto, colpì il Friuli, tutti la chiamarono così: «l'Orcolat».
Lo sai che… il terremoto del 1976 fece quasi mille morti e danneggiò più di cento paesi tra le province di Udine e Pordenone; solo a Gemona i morti furono 400.
Fonti: L'Adige, «Terremoti, l'anniversario dell'Orcolat che sconvolse il Friuli»; Missionari Saveriani di Udine, «La leggenda dell'Orcolat»
Le Krivapete
«piedi storti», nel dialetto sloveno delle valli · Valli del Natisone, Monte Matajur · Friuli-Venezia Giulia
Nelle Valli del Natisone, dove si parla un dialetto sloveno, vivevano le Krivapete: donne selvatiche dai piedi storti, il segno che le distingueva e che dà loro il nome. Nelle notti di luna piena, si dice, danzavano nelle radure. Abitavano grotte vicino alle sorgenti, conoscevano le erbe e sapevano quando sarebbe arrivata la pioggia. A Vernasso si racconta che gli abitanti ne catturarono una giovane: in cambio della libertà lei insegnò a fare il formaggio, il pane e i cesti. Solo i dolci, dice la storia, non li insegnò.
Lo sai che… il Monte Matajur, la montagna delle Krivapete, nel dialetto delle valli è chiamato anche «la grande nonna».
Fonti: Aldina De Stefano, «Le Krivapete delle Valli del Natisone. Un'altra storia» (2003); Luciana Percovich e Aldina De Stefano, Preistoria in Italia (2022)
Attila e il colle del Castello di Udine
il colle fatto con gli elmi · Udine · Friuli-Venezia Giulia
Nel 452 Attila, il re degli Unni, assediò e distrusse Aquileia. La leggenda dice che volle vedere la città bruciare da lontano: ordinò ai suoi soldati di costruire una collina, e ognuno portò la terra nel proprio elmo. Su quella collina oggi c'è il Castello di Udine. Per secoli è sembrata solo una favola, ma nel 2022 alcuni geologi hanno scoperto che il colle è davvero artificiale, fatto dall'uomo. Solo che non l'hanno fatto gli Unni: l'hanno costruito circa 3.000 anni fa, nell'età del Bronzo.
Lo sai che… con più di 400.000 metri cubi di terra, il colle di Udine è forse la più grande collina artificiale preistorica d'Europa.
Fonti: Ministero della Cultura, «Udine, il colle del Castello tumulo artificiale della protostoria europea» (2022); Università di Padova, Dipartimento di Geoscienze, «La collina del Castello di Udine non è naturale» (2022)