Il Mazapégul
mazapégul, in romagnolo · Appennino forlivese · Emilia-Romagna
Il Mazapégul è il folletto notturno della Romagna: piccolo, peloso, con qualcosa del gatto e un berretto rosso in testa. Di notte salta sul petto di chi dorme e si siede lì, facendogli fare brutti sogni e venire il fiato corto. Fa sparire le cose, innervosisce gli animali e intreccia le code dei cavalli. Se si affeziona a una ragazza, fa dispetti al suo fidanzato. Per liberarsene, dicono i romagnoli, bisogna rubargli il berretto: senza, perde tutti i suoi poteri.
Lo sai che… il Mazapégul ha tanti nomi da paese a paese: mazapigur, calcarel, fuletà.
Fonti: Agenzia Dire, «Italia di mostri, creature e leggende: dal serpegatto al mazapegul» (2024); Eraldo Baldini, studi sul folklore romagnolo
La Borda
la strega della nebbia · Romagna e Pianura Padana · Emilia-Romagna
Nella pianura, quando sale il nebbione e non si vede più niente, si diceva che uscisse la Borda: una strega dall'aspetto orribile, sempre bendata, di giorno e di notte, che vive nelle zone paludose. Incontrarla era la cosa peggiore che potesse capitare: si diceva che non lasciasse scampo. Faceva paura soprattutto ai bambini, e in Romagna c'erano perfino delle ninne nanne con il suo nome. Gli studiosi la vedono come la paura delle paludi e della nebbia diventata una persona.
Lo sai che… il nome della Borda viene forse da «bor», radice legata a Borvo, dio celtico delle acque sorgive, la stessa di Bormio e della Bormida.
Fonti: MilanoFree, «Personaggi del folclore italiano: Borda, Maskinganna e Munaciello»; Eraldo Baldini, «Gotico rurale»
La leggenda delle Due Torri
la torre degli Asinelli e la Garisenda · Bologna, piazza di Porta Ravegnana · Emilia-Romagna
Le Due Torri di Bologna sono vere: la più alta è quella degli Asinelli, quasi cento metri, e accanto c'è la Garisenda, più bassa e molto storta. La leggenda dice che un contadino povero, grazie ai suoi due asinelli che scavavano nel campo, trovò un forziere pieno d'oro. Il figlio si innamorò di una ragazza nobile, e il padre di lei pretese una prova: costruire la torre più alta della città. L'oro degli asini pagò la torre, che prese il loro nome. Un'altra storia dice che le torri nacquero da una gara tra due famiglie rivali.
Lo sai che… Dante vide la Garisenda e la mise nella Divina Commedia, nel canto XXXI dell'Inferno.
Fonti: Bologna Welcome, «Le torri tra leggende e curiosità»; Dante Alighieri, «Inferno», canto XXXI
La leggenda del tortellino
«turtlèin», in bolognese · Castelfranco Emilia · Emilia-Romagna
Durante una guerra tra Bologna e Modena, racconta la leggenda, alcune divinità dell'Olimpo si fermarono a dormire in una locanda di Castelfranco, proprio a metà strada tra le due città. L'oste, curioso, sbirciò dal buco della serratura nella stanza della dea Venere e vide il suo ombelico. Ne rimase così colpito che corse in cucina e lo rifece con la sfoglia: era nato il tortellino. È una storia scherzosa: la racconta Giuseppe Ceri in una poesia che fa il verso alla «Secchia rapita» di Tassoni. La pasta ripiena di quelle terre, invece, è antica davvero.
Lo sai che… Castelfranco Emilia si definisce «patria del tortellino» e ogni anno festeggia con una sagra e una rievocazione della leggenda.
Fonti: Gambero Rosso, «Le tante vite del tortellino: origini e storia»; Giuseppe Ceri, «L'ombelico di Venere» (poemetto scherzoso, fine Ottocento)
Il Fantasma di Azzurrina
Guendalina, detta Azzurrina · Castello di Montebello, Poggio Torriana · Emilia-Romagna
Nel castello di Montebello, sulle colline di Rimini, si racconta di Guendalina, la figlia del signore, vissuta nel Trecento. Era albina, con i capelli bianchissimi, e a quei tempi qualcuno temeva che fosse un segno di stregoneria: la madre allora glieli tingeva di nero con le erbe, e il colore diventava azzurro. Per questo la chiamavano Azzurrina. Un giorno di temporale stava giocando con una palla di stracci, la palla rotolò giù per le scale della cantina e lei la seguì. Nessuno la ritrovò più.
Lo sai che… l'albinismo è una condizione genetica: la pelle e i capelli hanno poco colore, e non c'entra niente con la magia.
Fonti: APT Emilia-Romagna, «Castelli e fantasmi»; SiViaggia, «A Montebello il castello con il fantasma di una bambina»