Il regno dei Fanes
«Rëgn de Fanes», in ladino · Altopiano di Fanes, Alta Badia · Trentino-Alto Adige
È la grande saga dei Ladini delle Dolomiti. Sull'altopiano di Fanes viveva un popolo alleato delle marmotte, finché il re straniero sposato dalla regina cambiò lo stemma del regno: tolse la marmotta e mise l'aquila. Da quel tradimento cominciò la rovina. Nella saga ci sono la principessa guerriera Dolasilla, con la corazza bianca e le frecce che non sbagliano mai, un mago malvagio e un eroe chiamato Ey de Net. Alla fine i pochi Fanes rimasti si rifugiarono dentro la montagna, dove aspettano ancora il suono delle trombe d'argento.
Lo sai che… la saga fu raccolta e in parte ricucita dallo scrittore Karl Felix Wolff, che unì materiale orale frammentario e sparso.
Fonti: Karl Felix Wolff, «Dolomitensagen» (1913) e «Il regno dei Fanes» (1932); Associazione turistica Alta Badia, «Miti e leggende ladine»
Re Laurino e il Giardino delle Rose
«Rosengarten», giardino delle rose, in tedesco · Catinaccio, tra Val di Fassa e Val d'Ega · Trentino-Alto Adige
Laurino era il re dei nani e custodiva tesori dentro la montagna. Aveva una cintura che gli dava la forza di dodici uomini e un mantello che lo rendeva invisibile, e sulla roccia coltivava un giardino di rose. Si innamorò di una principessa e la portò via, ma i cavalieri venuti a liberarla lo trovarono seguendo proprio le rose. Prigioniero, Laurino maledisse il giardino: nessuno l'avrebbe più visto né di giorno né di notte. Si dimenticò però dell'alba e del tramonto.
Lo sai che… per questo all'alba e al tramonto le Dolomiti diventano rosa: in ladino questo fenomeno si chiama «enrosadira».
Fonti: Trentino Marketing, visittrentino.info, «Il giardino di rose di re Laurino»; Poema tedesco «Laurin» (XIII secolo)
Il Salvanèl
dal latino «silvanus», quello del bosco · boschi della Val di Fassa e della Val di Fiemme · Trentino-Alto Adige
Il Salvanèl è un folletto piccolo e svelto, vestito di rosso dalla testa ai piedi, che vive nei boschi trentini. Gli piacciono gli scherzi: fa perdere il sentiero ai viandanti e di notte entra nelle stalle a bere il latte. Ma è anche un guardiano: punisce chi strappa i fiori, chi taglia gli alberi senza motivo o chi accende fuochi distratto. Ha un parente grande, il Salvan, l'uomo selvatico barbuto e vestito di pelli, che conosce tutti i segreti della montagna.
Lo sai che… in un racconto ladino della Val di Fassa un salvanèl esce da una scatola di tabacco da fiuto e offre a un venditore ambulante di esaudire un desiderio, ma lui, spaventato, la richiude e la getta in una fessura tra le rocce.
Fonti: Trentino Marketing, visittrentino.info, «Le misteriose creature dei boschi: Salvan, Vivane, Bregostane»
Le Anguane
chiamate Vivane in Val di Fassa · torrenti e laghi del Trentino · Trentino-Alto Adige
Le Anguane vivono vicino all'acqua: sorgenti, torrenti, laghi e grotte bagnate. Aiutavano chi si perdeva in montagna e a volte facevano lavori per i contadini; in cambio la gente lasciava del cibo sulla finestra. In un racconto della Val di Fassa, in un anno di raccolto scarso, una ragazza si offrì a un contadino di Soraga e chiese di spazzare la cantina con l'unico fascio di spighe d'orzo; lui, diffidente, le diede rami d'abete, e lei sparì dopo una formula magica, lasciando la cantina piena di aghi d'abete invece che di chicchi d'orzo. Da valle a valle cambiano nome: Aquane, Anguane, Vivane.
Lo sai che… in Val di Fassa le piccole aperture nelle imposte delle case antiche si chiamano ancora «portelle delle Vivane»: lì si lasciava il cibo per loro.
Fonti: Trentino Marketing, visittrentino.info, «Salvan, Vivane, Bregostane»; MUSE, Museo delle Scienze di Trento, contributo di Camuri su incisioni rupestri e Anguane
Le Salighe
«Salige Fräulein», le signorine beate · Alpi tirolesi (Ötztal e valli vicine, Val Venosta compresa) · Trentino-Alto Adige
Le Salighe sono fate buone delle montagne tirolesi, vestite di bianco. Abitano sotto rocce e ghiacciai e proteggono i camosci e gli altri animali selvatici. In un racconto curano per tre giorni un giovane cacciatore caduto, in un palazzo di cristallo, ma gli fanno promettere di non cacciare camosci, lepri alpine e pernici bianche e di non indicare a nessuno la strada. Quando lui, un inverno, rompe la promessa e insegue un camoscio, compaiono le tre fate in vesti bianche, c'è un lampo e il ragazzo precipita.
Lo sai che… il loro nome viene dal tedesco antico «sælic», che vuol dire beato, felice.
Fonti: Ignaz Vinzenz Zingerle, «Sagen aus Tirol» (1891); Südtirolerland, «Saghe e leggende»