Il Linchetto
il folletto della Lucchesia · Lucchesia e Garfagnana · Toscana
Il Linchetto è il folletto delle case della provincia di Lucca. Non è cattivo, ma la notte non sa stare fermo: tira via le coperte a chi dorme, bussa alle porte, sposta gli oggetti e fa rumori strani in cucina. Nelle stalle si diverte a legare insieme le code delle mucche e dei cavalli. Il suo aspetto cambia da racconto a racconto: a volte è un omino minuscolo, a volte un animaletto strano. Per tenerlo lontano si appendeva dietro la porta un ramo di ginepro: lui si ferma a contarne le foglie.
Lo sai che… un trucco per tenerlo occupato era lasciare una tazza di riso sul comodino: il Linchetto non resiste, la rovescia e si mette a contare i chicchi.
Fonti: MilanoFree, «Personaggi del folclore italiano: Mommotti, Linchetto e Anfisbena»; Giovanni Giannini, raccolte di novelle e tradizioni lucchesi (fine Ottocento)
Il Buffardello
da «buffo», soffio di vento · Garfagnana, Camporgiano · Toscana
Il Buffardello è un folletto vestito di rosso della Garfagnana e della Lunigiana, e arriva con il vento. Entra dalle finestre insieme alle folate, scompiglia tutto, rovescia le cose e combina dispetti in casa e nella stalla. Di notte si siede sul petto di chi dorme e lo fa sentire pesantissimo. Nei racconti locali può avere anche l'aspetto di un animale, per esempio una volpe. In Garfagnana lo si nomina ancora oggi, per gioco, per spaventare un po' i bambini.
Lo sai che… in Garfagnana, quando si alza all'improvviso un vento forte, c'è chi dice che sta passando il Buffardello.
Fonti: Toscana Ovunque Bella, «Camporgiano»; MilanoFree, «Scopriamo alcuni folletti che popolano i nostri boschi»
La leggenda di Pia de' Tolomei
«Siena mi fé, disfecemi Maremma» · Castel di Pietra, Gavorrano · Toscana
Nel Purgatorio, Dante incontra un'anima gentile che gli chiede solo di essere ricordata: è Pia, una nobildonna di Siena. In pochi versi dice di essere nata a Siena e di aver perso la vita in Maremma. La tradizione racconta che fosse la moglie di Nello, signore del Castel di Pietra, e che lui, per gelosia o per sposare un'altra donna, l'avesse fatta morire. Chi fosse davvero Pia gli studiosi non lo sanno con certezza: la sua storia è stata completata nei secoli da commentatori e poeti.
Lo sai che… Dante dedica a Pia solo sette versi, eppure sono tra i più famosi di tutta la Divina Commedia.
Fonti: Dante Alighieri, «Purgatorio», canto V, versi 130-136; Toscana Promozione Turistica, visittuscany.com, «Castel di Pietra»
La Spada nella roccia di San Galgano
la spada di Galgano Guidotti · Montesiepi, Chiusdino · Toscana
Galgano Guidotti era un giovane cavaliere di Chiusdino, dissoluto e prepotente. La tradizione racconta che dopo una visione decise di cambiare vita: sulla collina di Montesiepi piantò la sua spada in una roccia per farne una croce e dire addio alla guerra. Visse da eremita per circa un anno e morì nel 1181; dopo la sua morte fu proclamato santo. La cosa incredibile è che la spada è ancora lì, dentro una cappella rotonda, protetta da una teca. Poco più in basso ci sono le rovine dell'abbazia di San Galgano, che non ha più il tetto.
Lo sai che… c'è chi ha collegato questa spada a quella di Re Artù, ma è solo un'ipotesi: le due storie potrebbero non avere nulla in comune.
Fonti: Finestre sull'Arte, «San Galgano e la Spada nella Roccia: storia dell'Eremo di Montesiepi»; Avvenire, «La spada nella roccia? È in Toscana a San Galgano»
Il Ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano
il Ponte della Maddalena · Borgo a Mozzano, sul Serchio · Toscana
Sul fiume Serchio c'è un ponte medievale strano, con un arco altissimo e storto: il Ponte della Maddalena. La leggenda dice che il capomastro non riusciva a finirlo e fece un patto con il diavolo: il ponte sarebbe stato pronto in una notte, in cambio della prima anima che lo avesse attraversato. Pentito, il costruttore chiese aiuto al parroco, e la mattina fecero passare per primo un animale. Il diavolo, beffato e furioso, si buttò nel fiume e sparì. Il ponte, invece, è ancora lì.
Lo sai che… il ponte è lungo più di 90 metri e ha la forma «a schiena d'asino», con un grande arco centrale e tre archi più piccoli, diversi tra loro.
Fonti: FAI, I Luoghi del Cuore, «Ponte della Maddalena detto del Diavolo»; Toscana Promozione Turistica, visittuscany.com, «Il Ponte del Diavolo»