Il Mazzariol
Mazaròl o Mazzaruò, nei dialetti veneti e ladini · Dolomiti bellunesi e Feltrino · Veneto
Il Mazzariol è un omino vestito di rosso che abita i boschi del Bellunese. Chi pesta per sbaglio una sua impronta perde la strada e gira in tondo, confuso, finché il folletto non decide di lasciarlo andare. Una storia famosa, raccontata soprattutto nel vicino Primiero, dice che rapì una ragazza, Ninetta, e che lei imparò da lui a fare il formaggio, il burro e la tosela, e quando tornò a casa insegnò tutto al suo paese.
Lo sai che… nella valle dell'Ansiei si dice che il riflesso rosso sulla roccia al tramonto sia la giacchetta del Mazzaruò, rimasto imprigionato lassù.
Fonti: Zanichelli, «Lettere in movimento», «Una leggenda italiana: il Mazzaruò della valle dell'Ansiei»; Babytrekking, «La leggenda del Mazaròl a Malga Juribello»
Le Anguane del Buso
«el Buso dele Anguane», la grotta delle Anguane · Durlo di Crespadoro, Valle del Chiampo · Veneto
Tra Crespadoro e Durlo, nelle valli vicentine, su una parete di roccia si apre una grotta chiamata «el Buso dele Anguane». Lì, raccontavano i vecchi, abitavano le Anguane, donne dell'acqua. Nelle storie che le riguardano, a volte insegnano i mestieri agli uomini, altre volte li attirano a sé, e nessuno sa mai come andrà a finire. Le loro storie si raccontavano nel «filò», le serate d'inverno nelle stalle calde, mentre fuori nevicava. Sono cugine delle Anguane trentine e delle Agane friulane.
Lo sai che… il «filò» era la serata d'inverno in cui intere famiglie si riunivano nella stalla, al caldo degli animali, per filare la lana e raccontare storie.
Fonti: Vicenza è, turismo della provincia di Vicenza, «Magic Tour»; Sharry.land, «El Buso dele Anguane»
Romeo e Giulietta a Verona
la storia dei due innamorati di Verona · Verona · Veneto
Due ragazzi di Verona si innamorano, ma appartengono a due famiglie nemiche, i Montecchi e i Capuleti. Si sposano di nascosto, poi una serie di equivoci li separa e la storia finisce male per tutti e due. Non è una leggenda antica tramandata a voce: una storia simile c'era già in Masuccio Salernitano (1476, a Siena), ma fu Luigi da Porto, un vicentino, intorno al 1530, a portarla per primo a Verona; poi la rese famosa in tutto il mondo William Shakespeare. Eppure Verona l'ha fatta sua: c'è una «casa di Giulietta» con il balcone e la statua, visitata ogni anno da tantissime persone.
Lo sai che… a Verona arrivano ogni anno migliaia di lettere indirizzate a Giulietta, e un gruppo di volontari risponde a tutte.
Fonti: Luigi da Porto, «Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti» (circa 1530); William Shakespeare, «Romeo and Juliet» (1597)
La leggenda del lago di Misurina
la principessa Misurina e il re Sorapiss · Auronzo di Cadore · Veneto
Il re Sorapiss aveva una figlia sola, Misurina, molto viziata. Un giorno lei seppe che una fata del monte Cristallo aveva uno specchio magico capace di leggere i pensieri, e lo volle a tutti i costi. La fata accettò di darglielo a un patto: il re doveva trasformarsi in montagna. Per amore della figlia, Sorapiss accettò. Ma mentre il padre diventava roccia, Misurina, contenta di poter giocare sulla nuova montagna, guardò giù, ebbe un capogiro e cadde dalla cima. Il re-montagna pianse così tanto che le sue lacrime formarono due ruscelli, che a valle si unirono: nacque il lago.
Lo sai che… il lago porta il nome della principessa, e la grande montagna lì vicino, il Sorapiss, quello del re suo padre.
Fonti: Karl Felix Wolff, «Dolomitensagen» (1913); SiViaggia (sito di viaggi), «La leggenda del Lago di Misurina»
San Marco e il leone di Venezia
«Pax tibi Marce», pace a te, Marco · Venezia, Basilica di San Marco · Veneto
Secondo la tradizione, l'evangelista Marco era in viaggio quando si fermò su un'isola della laguna. In sogno gli apparve un angelo che gli disse: «Pace a te, Marco: qui un giorno riposerà il tuo corpo». Molti secoli dopo, nell'828, alcuni mercanti veneziani «rubarono» il corpo del santo ad Alessandria d'Egitto e lo portarono a Venezia: questo è un fatto storico. Il sogno fu raccontato dopo, per spiegare perché il santo dovesse stare proprio lì. Da allora il leone alato con il libro aperto è il simbolo della città.
Lo sai che… il leone di San Marco ha quasi sempre un libro, e sul libro c'è scritto «Pax tibi Marce, evangelista meus»: «Pace a te, Marco, mio evangelista».
Fonti: Archivio di Stato di Rovigo, «I leoni di San Marco», materiale didattico (2021); Ministero della Cultura, Gallerie dell'Accademia di Venezia, «L'opera del giorno: Cima da Conegliano»