L'Uomo Cervo di Castelnuovo al Volturno
«Gl'Cierv», il cervo · Castelnuovo al Volturno, Rocchetta a Volturno · Molise
L'ultima domenica di Carnevale, al tramonto, arriva in piazza l'Uomo Cervo: un uomo coperto di pelli, con una maschera e un grande palco di corna in testa, che corre tra la gente e mette tutti in agitazione. È la forza selvaggia della natura. Con lui ci sono la Cerva e Martino, una figura vestita di bianco che prova a catturarlo. Alla fine arriva il cacciatore e il cervo cade. Ma poco dopo si rialza: è la natura che muore d'inverno e rinasce a primavera.
Lo sai che… l'associazione che custodisce il rito lo chiama una «tradizione ancestrale», senza date precise: nessuno sa dire quanto sia antico.
Fonti: Alessandro Testa, «Il carnevale dell'uomo-animale. Le dimensioni storiche e socio-culturali di una festa appenninica», Napoli, Loffredo (2014); Associazione Il Cervo APS, «Gl'Cierv. La storia»
I Misteri di Campobasso
gli «ingegni» che fanno volare · Campobasso · Molise
Più che una leggenda, è una meraviglia che si ripete ogni anno. Per la festa del Corpus Domini sfilano per Campobasso i «Misteri»: tredici macchine di ferro, chiamate ingegni, su cui stanno persone vere, soprattutto bambini. Le macchine sono strutture di metallo con allestimenti scenici complessi e audaci, e le figure sembrano sospese nel vuoto, come se volassero sopra la folla. Gli ingegni li inventò a metà Settecento uno scultore di Campobasso, Paolo Saverio Di Zinno, e da allora vengono portati per le strade.
Lo sai che… secondo il FAI, i Misteri sfilano da oltre 260 anni, dalla metà del Settecento.
Fonti: FAI, I Luoghi del Cuore, «Museo dei Misteri, Campobasso»; Dora Catalano, «Bollettino d'Arte», Ministero della Cultura (2011)
Il Diavolo di Tufara
«lu Diavule» · Tufara · Molise
L'ultimo giorno di Carnevale, a Tufara, il diavolo corre per le strade del paese. È un uomo vestito con pelli di capra nere, una maschera paurosa e un tridente in mano. Lo tengono in catene alcuni folletti, che lo trascinano e ogni tanto lo lasciano scatenare tra la gente. Con lui sfilano figure vestite di bianco con la faccia infarinata, che rappresentano la Morte. È la lotta tra il bene e il male, e il passaggio dall'inverno alla primavera: alla fine viene processato e condannato il fantoccio del Carnevale, che poi viene gettato giù dalla rupe.
Lo sai che… secondo chi ne racconta la storia, un tempo il costume del Diavolo di Tufara era fatto con sette pelli di capro.
Fonti: Associazione Culturale Antica Maschera «Il Diavolo» di Tufara, «Il Rito»; Rete Italiana di Cultura Popolare, «Il Diavolo di Tufara» (2022)
La 'Ndocciata di Agnone
le «'ndocce», cioè le torce · Agnone · Molise
La sera della Vigilia di Natale, ad Agnone, scende per le strade un fiume di fuoco. Sono tante «'ndocce», grandi torce a forma di ventaglio fatte di legno d'abete, ognuna con tante fiamme, portate a spalla dagli abitanti delle contrade del paese. Da dove venga questa usanza nessuno lo sa con certezza. Molti pensano ad antichissimi riti del fuoco per la notte più lunga dell'anno; con il tempo le torce sono diventate la luce del Natale, quella che i contadini usavano per scendere in chiesa.
Lo sai che… una sola 'ndoccia può avere fino a venti fiamme accese insieme.
Fonti: Lo Scarpone, rivista del Club Alpino Italiano, Gian Luca Gasca, «'Ndocciata di Agnone: la magia del fuoco che illumina il Molise» (2025); Touring Club Italiano (associazione per il turismo), «La 'Ndocciata di Agnone»
San Michele e la grotta di Sant'Angelo in Grotte
la grotta dell'arcangelo · Sant'Angelo in Grotte, Santa Maria del Molise · Molise
Sopra il borgo di Sant'Angelo in Grotte si apre una grotta nella roccia. La grotta è dedicata all'arcangelo Michele, e il suo culto qui nacque dopo le apparizioni sul Gargano, dove ancora oggi c'è il suo santuario più famoso. Il paese stesso prende il nome dalla grotta e dall'angelo a cui è dedicata. La grotta è ancora un luogo di devozione, e fa parte di una lunga catena di luoghi dedicati a San Michele lungo l'Appennino.
Lo sai che… secondo la Pro Loco, i primi cenni del culto in questa grotta risalgono intorno all'anno 800, cioè a circa milleduecento anni fa.
Fonti: Pro Loco Sant'Angelo in Grotte, «Grotta di San Michele Arcangelo»; ENIT, italia.it (portale turistico nazionale), «Sant'Angelo in Grotte»; Showcaves.com (sito sulle grotte turistiche), «Grotta di San Michele (Molise)»